Grottaglie
non può che voler dire “Diverse grotte”
essendo la realtà rupestre la massima attrattiva
paesaggistica di questo paese della provincia
di Taranto. È il caso però di affermare
che qui, le grotte, non suggeriscono solo
spunti per un ambientalista, ma costituiscono
la più antica traccia della storia di una
terra indubbiamente antichissima. Quando
i barbari, in particolare i Goti e i Saraceni,
distrussero i villaggi siti nel territorio,
le grotte ospitarono i fuggitivi. Non vi
furono più abitanti di Rudia, Mesocoron
e Salete, ma uomini fiduciosi di popolare
le “diverse grotte”. Esisteva già un “Casale
Cryptalearum” ma il medesimo era destinato
a divenire la culla di una nuova organizzazione
sociale. La fiducia però nella nuova prospettiva,
venne “istituzionalizzata” dal provvedimento
di Roberto duca di Calabria, che nell’anno
1297 concesse ai vari casali distrutti,
di aggregarsi al casale suddetto, proprio
“ob belli discrimina”. Cento anni più tardi,
il paese appare cinto di mura, di un forte
castello episcopio e ricco di un ampio punto
di riferimento per le riunioni confessionali
(Collegiata o Chiesa Matrice, XIV sec.).
Nel XV sec. Il castello sarà utilizzato
per scopi militari e parallelamente, nella
Collegiata saranno edificate diverse cappelle.
L’età feudale è caratterizzata tuttavia
da innumerevoli acquisti ed alienazioni
dei poteri da parte di tirannelli
che ordinariamente, assenti dalla
cittadina, vivono come un soggiorno la realtà
locale, frequentemente subordinata o declassata,
rispetto a ben più gravi problematiche politiche.
Solo i principi Cicinelli dimorarono stabilmente
a Grottaglie, ma per quante personalità
di elevato spicco culturale, il XVII sec.
abbia potuto generare qui, non è possibile
affermare che questo sia stato un periodo
di serenità: la rivoluzione del 1734 e precedenti,
ne costituiscono la prova eclatante. Suoni
di sommossa: “il popolo comanda”. All’indomani
della rivoluzione, l’episodio delle nozze
della giovane Giulia Maria Cicinelli con
il duca Giacomo Caracciolo, segna la fine
delle problematiche ancorate al feudalesimo
di fame e di soprusi. Ai Cicinelli-Caraciolo
fu concesso il fitto perpetuo dei diritti
feudali, si, ma destinati a breve durata:
nel 1806 Napoleone abolì in Italia, diritti
e privilegi nobiliari. Maturava così una
nuova concezione della politica e della
società. E mentre il paese cerca una nuova
identità,. Proprio qui, attecchisce il brigantaggio
politico con un nome illustre: Ciro Annichiarico.
Ma è giusto dire che quando la polvere si
posa, la terra viene alla terra e ……. L’argilla
all’argilla: il XIX sec. conosce lo sviluppo
di una ammirevole verve artistica, legata
alla produttività della Scuola Ceramica.
E un secolo l’ottocento, in cui, malgrado
l’impegno di efficienti amministratori ad
una ricostruzione, si tende anche alla distruzione:
parte dello storico patrimonio artistico
cade e, mentre le nuove idee di democrazia
appaiono radicarsi, quanto meno all’interno
della nuova classe emergente Grottaglie
perde una parte di se stessa e del suo trascorso.
Durante il fascismo, Grottaglie, come forma
di “ristoro” per la perdita della “Porta
S. Angelo” ottiene i giardini pubblici,
la pretura e la nuova sede della “REGIA
SCUOLA D’ARTE CERAMICA”, ma se i conti devono
tornare...........non appare l'esperienza
fascista, la più idonea a guardare
lontano e a porre Grottaglie della ceramica,
nelle condizioni di scoprirsi e di scoprire.
Floriano
Motolese